CISA ha censito gli impianti per la produzione di energia da fonte rinnovabile presenti nel territorio dell’Emilia-Romagna, concentrandosi in particolar modo sul territorio dell’Appennino bolognese.
L’obiettivo di questo progetto è quello di monitorare sul territorio preso come riferimento, l’evoluzione del numero degli impianti realizzati e la potenza installata. Parallelamente si è stimato il risparmio di CO2 che questi impianti contribuiscono a realizzare sostituendosi agli impianti tradizionali.

Gli impianti monitorati fanno parte di sei differenti tipologie: Fotovoltaico, Idroeletrico, Eolico, Geotermico, Termici da Biomasse e Cogenerazione da biomasse.
Per riuscire a sapere quanti impianti e dove fossero realizzati, abbiamo individuato gli iter autorizzativi e quindi ci siamo rivolti agli uffici competenti per ottenere un elenco completo.
Per il fotovoltaico in realtà ci siamo affidati al GSE a cui tutti i soggetti devono rivolgersi per poter collegare alla rete il proprio impianto e godere degli incentivi statali. Per questa tecnologia simo quindi riusciti a dare una copertura capillare su tutto il territorio regionale.
Per gli altri impianti invece ci siamo trovati costretti a ridurre la copertura sul solo territorio della Provincia di Bologna o per il solo Appennino bolognese. Abbiamo però mantenuto la possibilità di integrare facilmente il sistema con i dati degli altri territori.
Per l’Idroelettrico ci siamo limitati al territorio della Provincia e ci siamo rivolti all’ufficio Servizio Tecnico Bacino Reno della Regione Emilia-Romagna a cui i cittadini devono rivolgersi per ottenere le concessioni idriche necessarie per realizzare impianti di questo tipo.
Anche per gli impianti Eolici ci siamo rivolti agli uffici competenti della Provincia in quanto titolari dell’Autorizzazione Unica per tutti gli impianti superiori ai 60 kW. Per quelli inferiori la procedura autorizzativa dal 2008 prevede una semplice DIA al Comune competente, ma in questi primi anni la Provincia ha mantenuto una precisa conoscenza degli impianti realizzati all’interno dei propri confini.
Per le restanti tre tipologie la copertura e l’accuratezza si è limitata ai territori facenti parte dei comuni dell’Appennino bolognese. A questa scelta siamo stati costretti perché per queste tipologie di impianti non esiste una procedura autorizzativa che permetta agilmente di sapere quali impianti siano realizzati. Anche se spesso sono necessari atti amministrativi, i dati risultano di difficile reperimento e nella sostanza, in questi casi la ricerca risulta infruttuosa.
Ci siamo pertanto basati sulla conoscenza del territorio e sulla rete di contatti istituzionali e professionali costruita negli anni.
Per il geotermico ad esempio, non sono necessarie richieste particolari alla Pubblica Amministrazione per poter realizzare le sonde, ma è sufficiente una DIA.
Per gli impianti termici a biomassa di potenza inferiore a 100 kW non occorre fare nessuna pratica, per quelli di potenza superiore ma al disotto del MW è sufficiente una DIA presso il Comune di competenza e una richiesta di Autorizzazione ai Vigili del Fuoco. Per impianti che superano la taglia di 1 MW termico invece bisogna attivare presso l’ARPA la pratica per l’Autorizzazione di scarico in atmosfera.
Per gli impianti di cogenerazione a biomassa, le pratiche da seguire sono distinte fra quelle per la parte termica e quella elettrica. Nel primo caso le pratiche sono quelle già descritte per gli impianti termici, nel secondo caso invece c’è una distinzione a seconda della potenza installata: - per potenze elettriche sotto i 20 kW (30kW in comuni montani) non è necessaria nessuna pratica; - per potenze inferiori a 1 MW è sufficiente una DIA presso il Comune di competenza; - per potenze sopra il MW si procede all’Autorizzazione Unica presso la Provincia.
Riassumendo: per il fotovoltaico la copertura è regionale, per Eolico e Idroelettrico è Provinciale, per gli altri tre la copertura è limitata ai comuni del Distretto delle energie sostenibili dell’Appennino bolognese.
Come già evidenziato il censimento non riesce ad essere capillare per tutte le tecnologie su tutto il territorio, ma il valore di questo sistema risiede della facile integrazione con altri dati e con la capacità di evidenziare fin da subito la tendenza alla diffusione degli impianti sul territorio.
Tutti i dati del censimento sono stati inseriti in un web gis consultabile gratuitamente dalla rete.
La consultazione è molto semplice.

Una volta aperta la pagina di GeoEnergie l’utente si trova ad avere lo schermo diviso in due parti:
- a destra la cartografia dell’Emilia-Romagna con la legenda esplicativa e alcuni tasti di navigazione incluso il tasto di interrogazione per ogni singolo territorio evidenziato dalla carta;
- a sinistra troviamo le opzioni per l’interrogazione del database.
L’utente quindi potrà scegliere quali informazioni evidenziare per quattro categorie, e poi navigare sulla cartografia approfondendo le informazioni per ogni singolo comune.
Le quattro categorie sono:
- territorio di riferimento (Provincie, Comuni, Comuni distretto energie sostenibili)
- indice di riferimento (n° impianti, potenza installata, t CO2 risparmiata)
- tecnologie degli impianti (termici da biomassa, cogenerazione da biomassa, eolici, fotovoltaici, idroelettrici, geotermici)
- periodo di riferimento (si può scegliere di vedere gli impianti realizzati in un periodo da noi prescelto)
Una volta selezionate tutte le opzioni desiderate la mappa mostra i risultati. A questo punto l’utente può interrogare i territori, ad esempio una Provincia o uno specifico comune, il sistema mi indicherà quanti impianti (della tipologia prescelta) sono presenti, con quale potenza installata e quante tonnellate di anidride carbonica vengono risparmiate ogni anno.
Partecipando al Bando regionale del 26 novembre 2007 ... , CISA ha presentato un progetto che si è svilupato attorno a due differenti ambiti di lavoro: la CO2 e gli impianti tecnologici. (…continua)
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Un progetto CISA fatto in collaborazione con CO.SE.A per un impianto di cogenerazione nel Comune di Castel d'Aiano. (…continua)
