ape social

Nel corso degli ultimi decenni in Italia i trattamenti pensionistici hanno subito dure modifiche, di cui stanno pagando le spese soprattutto quei lavoratori che hanno un età superiore ai 60 anni e che hanno cominciato a lavorare in tenera età.

Secondo le vecchie leggi infatti questi lavoratori sarebbero ormai pronti a ritirarsi dalla vita attiva, per le norme vigenti oggi invece devono attendere diversi anni, almeno fino al compimento dei 65 anni di età. Per sopperire a queste problematiche si sta cercando di introdurre il cosiddetto APE, o Anticipo pensionistico.

Cos’è l’APE

L’Anticipo Pensionistico è la possibilità per alcuni lavoratori di ritirarsi dal lavoro in modo anticipato rispetto al raggiungimento dell’età prevista dalla legge. In particolare possono godere dell’APE le persone che hanno almeno 63 anni e a cui mancano non più di 3 anni e 7 mesi per raggiungere la corretta quota contributiva necessaria al conseguimento della pensione di anzianità.

Queste persone possono volontariamente decidere di andare in pensione, ma l’assegno pensionistico non arriverà dall’INPS, bensì da un apposito fondo stanziato dallo Stato. Per tutti i mesi in cui il pensionato percepirà una pensione ottenuta tramite questo fondo, usufruirà in pratica di un finanziamento, che dovrà essere restituito a partire dal giorno in cui potrà godere dell’effettiva pensione di anzianità.

Chiaramente i tassi di interesse su questo finanziamento sono particolarmente bassi, ma prima di decidere di approfittare dell’APE si deve tenere conto del fatto che, in seguito, si otterrà per vari mesi un assegno pensionistico decurtato delle rate necessarie per la restituzione del prestito.

L’APE Social

Nel nostro paese ci sono diverse persone che non hanno ancora maturato l’età necessaria per ottenere la pensione di anzianità, ma svolgono lavori particolari, che non consentono loro di continuare l’attività quotidiana. Queste persone potranno decidere di ottenere il cosiddetto APE Social. Si tratta di una particolare agevolazione, diretta ai lavoratori in particolari situazioni di disagio, lavorativo o economico, di tutte le categorie pubbliche e private.

In particolare possono usufruire dell’APE social i disoccupati a causa di licenziamento, gli invalidi, coloro che svolgono lavori gravosi. In questo ultimo caso sono disponibili alcuni elenchi in cui sono indicati i lavori gravosi e i lavoratori che possono usufruire dell’APE social in questo caso devono avere un minimo di 30 anni di contributi. Con l’APE social si ottiene un assegno pensionistico fisso, non rivalutabile, a totale carico dello Stato; al raggiungimento dell’età per la pensione di anzianità quindi il lavoratore non dovrà restituire quanto ricevuto.

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