L’età pensionabile: un dilemma o una certezza?

età pensionabile

Un tempo la pensione era un privilegio garantito alla gran parte dei lavoratori, che subentrava nel momento in cui riuscivano a raggiungere una certa quantità di anni di lavoro, che andava dai 35 ai 40 anni.

Con il cambiamento delle condizioni di lavoro e l’allungamento del periodo di studio le cose sono cambiate enormemente, tanto che oggi non è facile riuscire a comprendere quando si potrà andare in pensione. Questo anche a causa del cambiamento delle pensioni italiane, che sono passate dal modello retributivo a quello contributivo.

L’età pensionabile

Per comprendere quando è possibile ottenere la pensione è necessario avere ben presente il fatto che esistono due tipologie di pensione, quella di vecchiaia e quella di anzianità. La pensione di vecchiaia è un tipo di trattamento previdenziale che spetta ai lavoratori che hanno superato una data età, in genere in Italia superiore ai 65 anni; in particolare per ottenere la pensione di vecchiaia si deve avere un periodo contributivo di almeno 20 anni.

La pensione di anzianità invece viene percepita da coloro che hanno un dato periodo di contributi versati, in genere superiore ai 40 anni. Ogni anni lo Stato Italiano detta delle regole diverse per i due tipi di pensione, indicando l’età minima e la quantità minima di contributi versati per poter accedere al trattamento pensionistico. In alcune situazioni i due concetti si incrociano, perché può capitare che il governo conceda il pensionamento di anzianità solo ai contribuenti che abbiano raggiunto una  certa durata di versamento dei contributi ma anche un’età minima.

L’APE, la novità

L’APE, Anticipo Pensionistico, è un particolare trattamento studiato dallo Stato Italiano per consentire ad alcuni lavoratori di ritirarsi dalla loro professione in anticipo rispetto a quanto stabilito dalla legge. Tale proposta è rivolta a coloro che nel periodo che va dal maggio 2017 al dicembre 2018 abbiano almeno 63 anni di età e che non si trovino a più di 3 anni e 7 mesi dal raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia.

Queste persone potranno decidere di ritirarsi in anticipo dal lavoro, ottenendo un anticipo delle pensione, che sarà restituito tramite rate costanti nel corso degli anni successivi. In pratica l’INPS, o anche gli istituti di credito autorizzati dallo Stato, presteranno al lavoratore la pensione per gli anni mancanti al conseguimento dell’età necessaria a percepirla. In seguito il lavoratore dovrà restituire quanto ottenuto, come avviene per un qualsiasi prestito.

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